Università Internazionale delle Istituzioni dei Popoli per la Pace
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CORSI NAZIONALI

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Università Internazionale delle Istituzioni dei Popoli per la Pace

 

OLTRE IL MITO DELLO SVILUPPO
Prendersi cura della terra

13-14 aprile 2007
VERONA, Villa Buri

21-22 APRILE 2007
ROVERETO, Centro di Educazione Permanente alla Pace
 

In collaborazione con

Provincia Autonoma di Trento
Assessorato all’Emigrazione, Solidarietà Internazionale, Sport e Pari Opportunità

Associazione
Villa Buri onlus

Comitato delle Associazioni per la Pace e i Diritti Umani

 

 

 

 

 

 

 

 

PRESENTAZIONE

Descrizione del Corso e Programma (pdf - 4,2 Mb)

Scheda di Adesione


LE ISCRIZIONI DOVRANNO PERVENIRE ENTRO IL
4 APRILE 2007
 
 

 


 

 Presentazione

La proposta formativa

 

La modernità è in crisi. Una crisi strutturale che interessa direttamente il paradigma che la sostiene e la anima e che – in un’ottica extra-occidentale – potrebbe essere così riassunto: il sapere, il sapere per dominare, dominare per arricchirsi e arricchirsi per sfruttare (le persone e la natura).
La crisi, dunque, risiede nel fatto che la ragione strumentale, tentata di dare validità solo a se stessa e di sconfessare come irrazionali le altre logiche di conoscenza del reale, ha coltivato un sogno che si è rivelato un incubo: quello dello sviluppo illimitato.

La critica ecologica e quella sociale allo sviluppo, volte a decolonizzare l’immaginario, assieme all’ascolto di altri sogni, potrebbero rinsavire la ragione moderna e aiutare a costruire quel “mondo comune” che andiamo cercando.

 

Dopo i seminari “Caleidoscopio brasiliano: le culture capaci di futuro” (Trento, 2005) e “Farete riposare la terra: per una teologia della terra guardando a sud” (Verona, 2006), si intende dare continuità al percorso avviato con una proposta che possa raccogliere, dentro una ideale trilogia, le tematiche fin qui introdotte. Tornando a riflettere attorno ai temi della pace e della solidarietà internazionale, approfondendo le domande che le civiltà extra-occidentali pongono all’attuale modello di sviluppo.

 

Il seminario nazionale 2007 pone al centro dell’indagine e della discussione il tema della decrescita.

Due gli obiettivi principali: quello di ri-pensare i miti (dallo sviluppo alla decrescita) e quello di ripensare l’etica (dallo sfruttamento alla cura della terra). Il percorso si propone infatti di accogliere e provare a rispondere alle domande poste dalla critica ecologica e sociale al modello di sviluppo, chiedendo in ciò un contributo alle “culture del Sud” e sollecitando una riflessione etica ed economica capace di “prendersi cura della terra”.

La metodologia scelta coerentemente con gli obiettivi descritti è quella di ascoltare le riflessioni antropologico-economica ed ecologico-ambientale insieme a quella etica a partire dalle testimonianze e dalle domande dei partecipanti al seminario.

 

In sintonia con gli obiettivi dell'Università Internazionale delle Istituzioni dei Popoli per la Pace e dei gruppi che a questa iniziativa aderiscono, il seminario si propone come un laboratorio dove ascoltare altre voci e conoscere altre visioni per imparare a rispondere meglio alle sfide della pace e della cooperazione internazionale.

 

 

Perché la decrescita

 

Le attuali crisi economiche ed ecologiche rivelano l’esistenza dei limiti: la produzione economica non può crescere all’infinito senza disgregare e mettere a repentaglio la sussistenza degli esseri umani e della biosfera.

 

Sachs in Dizionario dello sviluppo, Ed. Gruppo Abele, Torino, 1998

 

 

Perché le culture del sud

 

 

L’Africa, l’America Latina e in generale le culture tradizionali ed extra-occidentali insegnano che è possibile un’alternativa “al delirio tecnico-economico dell’Occidente. La sua legittimazione è data dalla reale capacità di sopravvivenza attraverso le strategie relazionali fondate sullo spirito del dono e la democrazia della parola”

 

Latouche in L’Africa informale, Nigrizia, febbraio 2007

 

 

Perché la riflessione etica

 

Perché non c’è solo da ripensare l’economia, ma soprattutto il nostro modo di vivere nel mondo. Oltre al modo-di-essere del lavoro che ha finito con diventare un dittatura, esiste anche il modo-di-essere della cura.

Questo di vivere nel mondo “permette all’essere umano di vivere l’esperienza fondamentale del valore, di ciò che ha importanza e conta definitivamente. Non del valore utilitarista, solo per il proprio uso, ma del valore che è intrinseco alle cose.”

 

Boff in Il creato in una carezza, Cittadella editrice, Assisi, 2000